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L’ospitalità etica di Asti conquisterà anche altre regioni italiane

Ad Asti esistono alcune realtà speciali di cui vorrei parlarvi.

Da venti anni, nel centro, a fianco del conosciuto e bellissimo Teatro Alfieri, c’è un ristorante che prende il nome di Tacabanda, che si può dire storico, visto che è nato in una cantina e i suoi fondatori sono partiti da un amore spropositato per la buona cucina piemontese e dal buon “bere”.

Momento di festa per il compleanno del noto ristorante etico

Questo ristorante negli anni si è evoluto divenendo etico e speciale. Perché? Il servizio è affidato a persone speciali.

Mi sono trovata a festeggiare al locale/teatro Palco 19 il compleanno di questo storico locale con molti amici astigiani.

Sostegno alla formazione dei collaboratori albergo e ristorante etico (fai clic per ingrandire l’immagine)

Accanto a questo progetto è nato un altro fiore all’occhiello cittadino: l’albergo Etico sito in via G. Ferraris, in un’antica casa di frontiera, bello e comodo che, con le medesime caratteristiche, si auspica sarà presto presente in altre città d’Italia dove lavorano precisi e solleciti ragazzi di questo fantastico gruppo.

La festa a cui ho partecipato era concepita per sostenere la loro formazione e renderli più possibile preparati ad accogliere i nuovi turisti che verranno nella zona.

Estratto da FamigliaCristiana.it:
Il progetto ha alle spalle un lungo cammino di preparazione. Tutto è iniziato molti anni fa, quando al ristorante Tacabanda di Asti è arrivato come stagista Niccolò, un ragazzo con sindrome di Down che allora aveva 16 anni e frequentava l’istituto alberghiero. «Era motivato, si impegnava molto», racconta Antonio De Benedetto, ristoratore, presidente dell’associazione Albergo Etico.

«Ispirandoci al metodo Montessori, in base al quale ogni scuola per bambini dovrebbe essere progettata a misura di bambino, abbiamo disegnato una struttura adeguata alle esigenze dei nostri lavoratori», prosegue il presidente dell’associazione. «Il modello è quello della casa. E d’altra parte un albergo non è altro che questo: una casa su scala industriale».

Perché visitare la vecchia e nuova “etica” città di Asti?

Camminare per Asti, per me che vivo in provincia, in un luogo piccolo e bellissimo come Canelli, è andare al capoluogo di provincia, è respirare aria cittadina. Asti è la capitale dell’antica Astesana, oggi più comunemente definita Astigiano.

Asti fu città dei Romani – con il nome di Hasta Pompeia – sebbene la fondazione sia da ricondursi a popolazioni liguri che installarono un villaggio proprio nella zona corrispondente all’attuale città. Alcune sezioni delle antiche mura sono ancora presenti nella parte settentrionale della città, e durante il XX secolo dei lavori di scavo è stata portata alla luce un’altra sezione delle mura romane nel centro della città.

Il centro storico è ricco di storia e molto frequentato. Certo, anche a Asti si notano serrande chiuse, segno che molti negozi si sono arresi, qualche turista cammina guardando in alto e i cittadini vanno sempre di fretta.

Tra Quattrocento e Cinquecento, il pittore astigiano Gandolfino è sicuramente uno tra i grandi interpreti della migliore arte rinascimentale italiana e gloria ancor oggi per la città. Aveva una bottega ad Asti, da qui il nome: Gandolfino d’Asti. Fu apprezzato e conosciuto anche per le sue opere presenti in città: in Cattedrale, oltre al polittico Pelletta e la Madonna del banchiere, il Compianto Sul Cristo morto e lo Sposalizio della Vergine; in Santa Maria Nuova una interessante Adorazione del Bambino.

Gandolfino genealogia della vergine e dei Santi

Molti altri luoghi potrebbero riempire gli occhi a chi visita Asti come, per esempio, i suoi musei:

  • Museo Ebraico
  • Museo Alfieriano
  • Cripta e museo di Sant’Anastasio
  • Palazzo Mazzetti e Pinacoteca Civica
  • Museo del Risorgimento presso Palazzo Ottolenghi
  • Museo archeo-paleontologico presso il battistero di San Pietro in Consavia
  • Museo diocesano “San Giovanni”
  • Domus romana dei Varroni
  • Palazzo Mazzola
  • San Pietro in Consavia
  • Museo degli arazzi Scassa presso l’Arazzeria Scassa alla Certosa di Valmanera
  • Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano museodeifossili.org

 

La buona comunicazione:

è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di blogger che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore)
Info: www.coemm.org e https://www.facebook.com/COEMMeCLEMMOfficialPage/

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3 thoughts on “L’ospitalità etica di Asti conquisterà anche altre regioni italiane

  1. Sono stato a mangiare al Tacabanda e, oltre ai piatti, abbondanti e con accostamenti “originali” e buonissimi, vi sono i sorrisi, la gentilezza e la disponibilità dei giovani camerieri, veramente “speciali” 😜🥰
    Consiglio a Tutti questa esperienza

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