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gioco del tamburello
Piemonte Sport

Tambass: nome piemontese del tamburello

di Monica Brunettini

Stavo leggendo alcuni curricula di persone che si portavano in lista alle comunali del proprio Paese, in provincia di Asti, e mi è saltata all’occhio questa frase di una ragazza che conosco.

tamburello“Gioco a “tambass” , è lo sport più antico e sentito dalle nostre parti; con il passare del tempo è diventato una vera e propria tradizione per molti paesi limitrofi di Asti e, si sa, sono proprio le tradizioni a rendere forti l’identità di un paese perciò sarebbe bello e giusto cercare di incentivarle.

Il paese di questa ragazza è uno dei tanti, piccoli, della mia provincia, Viarigi vicino a Asti.

Tamburello ha origine da una parola araba ed è diminutivo di tamburo. Apparentemente il tamburello rimanda allo strumento musicale la cui origine è incerta: tracce di questo strumento sono state ritrovate presso gli antichi popoli delle civiltà dei fiumi e delle civiltà sviluppate intorno al Mediterraneo. Oggi il tamburello viene utilizzato come strumento di accompagnamento per la pizzica in quasi tutte le feste popolari salentine.

Uno sport poco conosciuto

Ma qui non parliamo dello strumento musicale, bensì di uno sport con altrettanta storia: il tamburello ha una forma ovale per la battuta e tondo per le altre fasi del gioco. Mi sono documentata su questa attività sportiva, forse è un po’ di “nicchia” come lo è il pallone a pugno che invece conosco un po’ di più visto che mio papà da giovane giocava, che si pratica principalmente in Piemonte e Liguria. Vi riporto, in generale, alcune informazioni che ho trovato molto interessanti, che dimostrano la diffusione di questo sport e la sua attuale importanza.

La storia del tamburello accompagna quella della nostra terra tra Piemonte e Francia

Il gioco del tamburello è originario di certe regioni italiane del nord e francesi. Sport di antichissima origine – che in una certa versione era già conosciuto dai Romani – si è sviluppato in Italia e poi nel resto del mondo. Il tamburello è un gioco che prende il nome dall’oggetto che si usa per colpire una palla semi-morbida. Una specie di campionato italiano di tamburello si svolse già nel 1896, mentre un regolamento definitivo del gioco fu stabilito nel 1920 e i giocatori divennero professionisti nelle specialità a 5 e 3 giocatori per squadra. Ora è diffuso soprattutto in Francia e in Italia dove è attiva la F.I.P.T. – ossia Federazione Italiana Palla Tamburello – che organizza, sia in ambito maschile che femminile, i campionati di serie A, B, C, D, di categoria ossia giovanili, amatori, veterani, la Coppa Italia e la Super-coppa Italiana.

Ho anche trovato il sito che elenca le varie squadre presenti a livello nazionale.

In Italia già si giocava nel XVII sec. Il rilancio della palla avveniva col bracciale (attrezzo), col cesto, a pugno nudo, a pugno fasciato, con una spatola di legno, con una racchetta o col tamburello. Da qui si capisce che anche la palla a pugno, altro sport diffuso in Piemonte, ha un legame. Era diffuso al punto da dare il nome a uno dei rioni più trafficati di Torino, il Balon. Non si sa di quale materiale fosse fatta la palla in epoca romana, ma certamente di qualcosa di soffice, se già i soldati di Giulio Cesare che marciavano verso la Gallia, trovavano ancora la voglia di giocare nel campo militare. In età medioevale, quando Torino entrò nelle mire dei Savoia, nella piazza davanti al Duomo c’era un’ampio campo dove veniva praticato, chiamato “ campo della Prevostura” essendo accanto alla casa del “prevosto”. Il gioco, da Torino, si fiffuse nell’area del Monferrato, oppure dal Monferrato, o dalla Francia, comunque di fatto, Torino ne divenne il fulcro. È certo, ,che nel 1650 Luigi XIV e il Cardinale Mazzarino assistevano a Versailles alle partite di pallone a pugno. Sorsero, infatti, varianti grazie ai rapporti che esistevano tra Piemonte Francia e Spagna.

A Torino un secondo campo era negli attuali Giardini Reali, di fronte alla Mole Antonelliana. Si appoggiava al muro fortificato. L’attrezzo aveva il pregio di proteggere la mano. Così scese in campo la nobiltà alloggiata nel vicino palazzo Reale. Lassù, sugli spalti, a guardare vi era un “nobile” pubblico femminile, mentre i notabili spendevano scommettendo il patrimonio di famiglia.

Le partite a muro da quel momento vennero giocate dove i paesi erano protetti da bastioni.

Il Monferrato, e tutto il nord e centro Italia sono ricchi di castelli e il campo di gioco era sempre delimitato da un lato dai bastioni dei castelli. Le cronache raccontano incontri strepitosi tra Alba e Asti, tra Vicenza e Verona, tra Padova e Monselice, tra Mantova e Cremona per non parlare dell’area Toscana dove sono memorabili le rivalità tra Prato, Pistoia, Empoli, Arezzo, Firenze e Siena.

A Torino nella prima metà del Seicento venne costruito un altro campo praticamente dove oggi sorge il Teatro Carignano, e il muro d’appoggio venne colorato e prese il nome “trincotto rosso”.

Gioco del tamburello

L’elenco delle varie specialità che si sono evolute sono: il tamburello indoor (al chiuso), il tambeach (su sabbia con la presa della palla al volo) il tamburello a muro su rimbalzo, il tambumuro con solo due antagonisti in campo, e altri come il tambutennis con regole simili al tennis, la pelota italiana ecc.

 

 


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Monica Brunettini
Impiegata, blogger e Referente Provinciale Blogger Asti

One thought on “Tambass: nome piemontese del tamburello

  1. Che bello leggere questa bella storia sul tamburello! Mi ha riportata ai miei anni da bambina, ora ne ho 68, quando con il tamburello giocavo con la mia sorellina o con un’amica sul bagnasciuga della spiaggia del mio paese, Roseto degli Abruzzi o sotto casa nella strada. Lontani ricordi anche un po’ confusi che mi ha lasciato nel cuore un po’ di nostalgia ed anche un po’ di tristezza pensando che ora il tamburello è, forse, più usato per gare e non si vedono ragazzini giocarci in un prato o in un parco. Altra cosa ….. 2 anni fa sono tornata al mio paese e con un’amica che aveva conservato i suoi tamburelli ci siamo divertite, nonostante la nostra età in una bella partita. Delusione….. non sono riuscita a comprarne un paio, introvabili. Ora si usano quelle racchette di legno con il manico che, secondo me, non hanno niente a che vedere con i classici tamburelli fatti con la pelle e bordo in legno. Grazie per avermi fatto sognare un pò….

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