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Le macchine che vanno da sole, sogno da bambini

Da bambina ho sempre immaginato che in un futuro le macchine avrebbero volato, saltando code e traffico da un punto all’altro della città.

Poi sognavo il teletrasporto come accadeva in base lunare Alfa, successivamente mi accontentavo di visualizzare un mondo in cui le auto a idrogeno non inquinavanti circolavano. Insomma già da molti anni sento il peso di tutta questa mole di automobili e camion che mi circonda, pur essendo utile anzi indispensabile usufruirne. Lo scherzo del destino vuole che io abbia lavorato in saloni automobilistici e nel trasporto merci pesante per anni.

Siamo ancora lontani dal vedere i mezzi viaggiare da soli ma ci stiamo avvicinando alla concretizzazione di un mondo più sicuro e libero dal traffico?

Proprio perché lavoro nel settore logistico, leggo spesso articoli che riguardano le innovazioni su questo campo.

Una cosa interessante è la guida autonoma nel campo dei trasporti.

La digitalizzazione dei trasporti attraverso wireless tra veicoli e infrastrutture: è questo il fulcro del progetto C-Roads Italy la cui sperimentazione partirà nel A a metà 2020 sui tratti autostradali zona Veneto e Brennero.
Il progetto, nato nel 2017 con il coordinamento dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sviluppato in sinergia con il Centro Ricerche Fiat, Iveco, Politecnico di Milano, Tim, Azcom Technology, Codognotto Italia e Ministero dell’Interno, si farà con prove su strada di guida assistita anche per i mezzi pesanti.
Verranno elaborate informazioni su incidenti, code, lavori in corso, ostacoli sulla carreggiata, avvisi meteo e limiti di velocità, informazioni inviate ai centri radio delle concessionarie autostradali. Grazie all’utilizzo di un sofware  le tre diverse sale radio potranno “seguire” un veicolo che esce dalla competenza di una concessionaria per entrarne in un’altra, garantendo così la continuità delle informazioni.

Stralcio articolo sul trasporto on line:
“La connessione tra i mezzi pesanti dotati della guida assistita permetterà di creare un “treno di mezzi” dove il primo veicolo comunicherà a tutti quelli che lo seguono percorso ottimale, velocità da adottare e distanza da mantenere.
In questo modo, il sistema sarà in grado di garantire una circolazione più fluida, una diminuzione degli incidenti e l’abbattimento dell’inquinamento ambientale”

 

 

Che ve ne pare? Mi viene in mente che per fare tutto ciò, la fitta rete di collegamenti e ponti radio che abbiamo sulle nostre teste aumenterà con pregi e difetti. L’aumento della tecnologia nelle sue varie applicazioni deve andare di pari passo con la sicurezza per la nostra salute – vedi i rischi non ancora chiari ma certo non positivi sull’uomo circa la rete 5G-.

 

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Monica Brunettini
Impiegata, blogger e Referente Provinciale Blogger Asti

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