Home>Blog>Ambiente>La plastica scomparirà o si trasformerà? La soluzione si chiama bioplastica e…
Ambiente

La plastica scomparirà o si trasformerà? La soluzione si chiama bioplastica e…

di Monica Brunettini

Un mare di plastica. Lo sapevate che la stragrande maggioranza dei rifiuti trovati in spiaggia e sui fondali è costituito, proprio, da plastica?

Chi non conosce i danni che la diffusione della plastica sta producendo in tutto il mondo? Chi non è a conoscenza che la plastica col tempo si divide in microparticelle semi-invisibili che ci ritroviamo nei pesci che mangiamo e nel cibo? Queste informazioni – per chi ama l’ambiente e la propria salute – sono fondamentali. Per me sono come ossigeno.

Alcuni brevetti e iniziative ci offrono una visione ottimistica di ciò che ci riserva il futuro. Abbiamo bisogno di nuove soluzioni.

E, a tal proposito, ho letto una notizia particolarmente interessante sul Libero.it che desidero condividere con voi, ossia la possibilità di produrre bioplastica sfruttando il CO2 (anidride carbonica) potrebbe sembrare un’utopia, ma ben presto diventerà realtà.

La plastica: uno dei materiali più inquinanti!

L’energia elettrica utilizzata nell’innovativo processo produttivo di Lux-on sarà prodotta da impianti fotovoltaici che, oltre ad alimentare direttamente la produzione, forniranno energia stoccabile per l’alimentazione notturna. [clicca per ingrandire l’immagine]
L’inquinamento ambientale sta registrando dati allarmanti al punto da essere oggetto di numerose discussioni. Di fronte a possibili scenari alquanto “catastrofici”, sempre più imprese – alcune delle quali molto note – stanno fornendo il loro contributo per rendere il pianeta più sostenibile. La plastica, uno dei materiali più prodotti al mondo, è però anche uno dei più inquinanti. In virtù di questo si è registrato un crescente interesse di imprese e start-up nel proporre alternative all’utilizzo di questo materiale.

Lux-on, con sede nei pressi di Bologna, ha intrapreso una nuova sfida che si prospetta vincente: a oggi lo stabilimento produce il biopolimero Phas (poli-idrossi-alcaonati) facendo uso di scarti di origine vegetale come frutta, patate, canna da zucchero, barbabietola. La materia prima che verrà utilizzata da Lux-on proviene direttamente dall’atmosfera ed è la CO2alimenterà il processo che verrà prodotto da un impianto specifico.

Come funzionerà l’impianto

L’impianto – grazie alla presenza di ventole alte diversi metri – assorbirà prima l’anidride carbonica per poi filtrarla, non immettendola però nell’atmosfera. Si tratta di una tecnologia già presente in altre città.

L’impresa conta di realizzare l’impianto entro il 2019 ed entrerà dunque in funzione appena ultimato. La tecnologia brevettata da Bio-on non sarà di proprietà esclusiva dell’azienda, ma potrà essere concessa in licenza anche alle imprese interessate.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=U6DC4UTbJ78]

Altra bella iniziativa tutta italiana: Wine matters

Questa a seguire è un’altra bella notizia che mi è piaciuta particolarmente e sono certa che episodi come quelli che vado a riportare sono molto diffusi tra le nuove leve. I nostri giovani inventano ogni giorno start-up e progetti che possono cambiare il nostro mondo a breve se verranno correttamente applicati.

Il progetto Coemm che seguo da qualche anno – a questo proposito – è orientato a dare voce e supportare proprio i progetti innovativi che meritano attenzione. Vi invito a leggere attentamente il sito per approfondimenti e ulteriori informazioni.

Ludovica: «lavorando con materiali organici, uno dei primi problemi da risolvere era loro durabilità»

Ludovica Cantarelli dopo la laurea triennale in Ingegneria dei materiali al Politecnico di Milano, si è laureata lo scorso luglio in Material futures alla Central Saint Martins di Londra. Racconta la sua esperienza su come è nato il progetto Wine matters:

«Dovevo fare il progetto di tesi del master. In realtà ho sempre voluto lavorare coi tessuti ma poi mi sono detta: perché non provare qualcosa di diverso?» Nella scelta del ‘qualcosa di diverso’ ha giocato un ruolo fondamentale il fatto che entrambi i suoi genitori abbiano un’azienda vinicola. «Mio papà un giorno mi ha spedito a Londra delle grandi scatole piene di scarti della vinificazione (raspi e vinacce), come le ho aperte mi è arrivato addosso un odore così intenso che mi ha ricordato subito la mia infanzia passata a giocare in cantina tra le botti e che stando all’estero non sentivo da tanto, è stato veramente emozionante.» A questo si è aggiunta un’altra “passione”:  «Ho sempre voluto lavorare con materiali di scarto, organici e naturali ed è così che ho iniziato a giocare coi raspi e le vinacce, a sperimentare, a cambiargli forme e dimensioni, a processarli e unirli con altri materiali.»

In questa fase non sapeva ancora cosa sarebbe venuto fuori dal suo lavoro ma, racconta, «mi piaceva l’idea di circolarità e così ho pensato di riportare il mio prodotto nel suo settore originario, quello del vino. Ho constatato che il mercato dei vini biologici è in crescita mentre è assente l’idea di un packaging ecologico e ho sentito il bisogno di dare coerenza a questo prodotto, ma, avendo dei limiti chimici relativamente al tappo e alla bottiglia – che devono essere realizzati con materiali che rispettino determinate normative – ho pensato all’etichetta e alle scatole.»

Attendiamo che il nuovo anno ci porti altre belle notizie come queste, dove la circolarità, porta verso un’economia che si rigenera, i materiali di origine biologica rientrano nella biosfera e le risorse di origine tecnica vengono riciclate con la minima perdita di qualità rispetto a quella originaria.

La buona comunicazione:

è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di blogger che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore)
Info: www.coemm.org e https://www.facebook.com/COEMMeCLEMMOfficialPage/

Condividi su:
Monica Brunettini
Impiegata, blogger e Referente Provinciale Blogger Asti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *