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Cronaca

IL LAVORO E LA RISORSA UMANA!

Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perché pensano che i miei giorni abbiano un prezzo.”
Khalil Gibran

Il mondo del lavoro, oggi, è cambiato, ovvero si è trasformato in un gioco di sfruttamento con l’apparenza di una vera e propria “famiglia”, dove ognuno deve fare la sua parte e ringraziare, e magari baciare lì dove passa colui o colei dal quale è stato assunto.
Sfruttamento perché?
Facciamo una piccola riflessione in merito: è vero che importante è lavorare con gioia, con armonia, dare il meglio di sé, essere efficienti e soprattutto collaborare per non lasciare i colleghi in “panne”…
Ma è anche vero che, se facciamo due calcoli, il mondo del lavoro sta semplicemente DEGENERANDO, e questo comporta da parte di chi lo sta semplicemente SUBENDO, un atteggiamento apparentemente schivo, con un briciolo di aggressività latente pronta ad esplodere quando la coppa inizia a traboccare, vuoi sull’ambiente di lavoro ma, e soprattutto, in famiglia, e i componenti familiari saranno coloro che maggiormente ne faranno le spese.
Non a caso io chiamo l’ambiente di lavoro, oggi , lo sfascia famiglie, e lo sfascia salute, sia mentale che fisica!
Non intendo usare mezzi termini di fronte a questa realtà, anche perché ci troviamo tutti invischiati in questa situazione. C’è chi lavora come dipendente e si ritrova a dare anche gli straordinari con il rischio che se sfora non gli vengono nemmeno pagati, e c’è chi decide di lavorare in proprio, trovandosi con un’azienda a lavorare 20 ore su 24, ritrovandosi alla fine a non riuscire a pagare i suoi dipendenti perché le tasse sono semplicemente ESAGERATE, e quindi a chiudere ritrovandosi con i debiti da pagare.
Anche il dipendente si ritrova con debiti da pagare spesso e volentieri, forse magari perché necessita una macchinetta per potersi spostare indipendentemente, oppure perché per una volta vorrebbe andare in vacanza, e quando torna dalla vacanza deve stringere la cinghia per poter arrivare a fine mese.
MA QUANTE PERSONE, OGGI COME OGGI, NON RIESCONO AD ARRIVARE A FINE MESE????????????????????????
Eppure si lavora, e si lavora sodo, e si cerca di dare il meglio di sé…..ma……a cosa serve tutto questo?

Quando parlo di possibilità di poter lavorare 4 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, con lo stesso stipendio di otto ore, potendo avere il tempo da dedicare ai nostri figli, alla nostra famiglia, alle cose che ci piacciono, ai nostri hobby……. c’è chi ci ride su, considerandola una barzelletta….
Ma io dico: non è che, se ci troviamo in questa situazione, ce la siamo interamente cercata? Quando decidiamo di cambiare le cose? Quando cominciamo a credere nelle nostre potenzialità di un cambiamento decisivo? Quando ci si mette all’opera per far sì che questo accada? E non sempre mettere bastoni fra le ruote perché si ha paura di perdere che cosa? Il lavoro? Questo lavoro che ci sta succhiando energia e ci lascia spenti ogni fine settimana? Che ci sta facendo ammalare, perché chi ci vuole schiavi sta facendo in modo che ognuno riconosca in questa realtà la realtà da vivere???

La tecnologia di oggi è più che sufficiente per poter dare ad ogni essere umano la dignità e la possibilità di poter lavorare quattro ore al giorno. Il Progetto Coemm di questo ne parla, e Maurizio Sarlo lo ribadisce più volte: è possibile avere un ritmo di vita dignitoso che ci permetta di avere il tempo per le cose essenziali della nostra vita.

Non che il lavoro non sia essenziale, ma nel momento stesso che posso avere uno stipendio che mi permette di arrivare respirando a fine mese, con un tempo lavorativo di quattro ore al giorno, credo che anche quel lavoro possa cambiare volto, possa diventare molto più interessante, e non facendomi più ammalare come prima, possa esserci da parte mia anche un maggiore rendimento.
Tutto questo vi sembra utopia?
Sapete che cosa è utopia? Utopia è vivere questa vita come una finzione, grazie ad un lavoro che non mi lascia spazio per coltivare una vita dove i rapporti umani possano crescere, senza vivere nello scontro giornaliero.
La vera risorsa umana deve essere considerata una risorsa, e non un fallimento.
Di questo passo, a coloro che pensano di andare avanti con questo disegno diabolico, gli si ritorcerà tutto contro, ma noi lavoratori, purtroppo, non ne saremo risparmiati. Per questo motivo invito ognuno di voi a riflettere e mettere in chiaro cosa veramente vuole da questa vita, perché di vita ce n’è una sola, ed è quella che stiamo vivendo!

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