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Speciale Armonia 2018/APNEA & Ben-Essere

 “il subacqueo scende in acqua per guardarsi attorno mentre l’apneista si immerge per guardarsi dentro”

(cit. U. Pelizzari pluricampione mondiale in foto con Enzo Maiorca)

Alla manifestazione Armonia a Belgioioso trovo, inaspettatamente, anche lo stand di APNEA ACADEMY (scuola di formazione e ricerca per l’apnea subacquea e ricerca fondata nel 1995 da Umberto Pelizzari)…e subito mi sorge una domanda spontanea: “ma che ci azzecca con l’armonia e l’olistico…?”
Incuriosita mi rivolgo a un operatore, Massimiliano Zappettini, Istruttore Apnea dal 2002 e coordinatore istruttori della Lombardia.
1- Massimiliano, che c’entra l’APNEA con i percorsi spirituali? Come può essere collegata al Ben-Essere?……
Nell’accezione comune, l’Apnea subacquea è associata alle imprese in profondità di super uomini, una disciplina per pochi eletti.  Nella realtà è invece una disciplina alla portata di tutti.
Quando abbiamo pensato di portare l’Apnea ad Armonia, quasi 10 anni fa, presentandoci così in un ambito diverso rispetto a quello delle piscine o del mare, l’obiettivo era proprio quello di far comprendere a chi non ci conosce che l’Apnea non si riduce alla semplice sospensione del respiro. L’Apnea non è solo allenamento fisico ma apre le porte ad un interessantissimo percorso introspettivo, di autoascolto, che ci porta a raggiungere una maggiore conoscenza del nostro corpo e del nostro lato emotivo. Possiamo affermare che l’apnea sia per il 70% mentale e per il 30% fisico…un atleta fisicamente dotato che non riesce a gestire in maniera ottimale l’aspetto mentale in immersione avrà probabilmente prestazioni inferiori a chi, seppur meno dotato muscolarmente, riesce a ben gestire la propria emotività. Proprio per questa ragione, all’interno dei nostri corsi, oltre all’acquaticità, al perfezionamento del gesto atletico ed alla tecnica compensatoria, diamo largo spazio e attenzione alla respirazione e al rilassamento fisico e mentale. La nostra proposta mira all’apnea benessere, consapevole, a vivere l’acqua con gioia ed in sicurezza: insomma, prima devi imparare ad ascoltare i segnali del tuo corpo e della tua mente per sentirti bene e a tuo agio e poi, in un secondo momento, si potrà pensare a passare alla fase sportiva/prestazionale. Dalle cose dette finora, credo che emerga chiaro il collegamento tra l’apnea e tutte le discipline olistiche (Thai Chi, Yoga, Watsu, Oba, etc.) hanno tutte per oggetto il benessere fisico e mentale dell’uomo.
2- che reazione hanno le persone quando proponete di fare una prova qui in piscina?
Per noi questo è l’aspetto più interessante: riuscire a portare in acqua persone che non sanno quasi nulla di apnea e che mai avrebbero pensato di trovarsi di fronte a questa proposta in un ambito come quello di Armonia. Molti sono incuriositi, mentre altri impauriti, anche solo all’idea di mettere la faccia in acqua. Premetto che la nostra proposta in questo ambito è molto soft e direi ‘dolce’. La prova consiste nell’effettuare, dopo aver ricevuto alcune nozioni di respirazione e rilassamento, delle apnee statiche, da fermo, galleggiando sulla superficie dell’acqua. Il bello è vedere le persone, soprattutto quelle più intimorite dall’acqua e dall’idea di trattenere il fiato, che dopo le prime prove si lasciano andare, ti onorano della loro fiducia e affrontano le loro paure. Qui sta il bello: non è tanto il lasso di tempo trascorso in apnea, 10”- 20”- 30”-1’ o più che siano, quanto riconoscere che si entra in uno stato di benessere proprio in quel lasso di tempo. Si ritorna in equilibrio con il proprio Sé, con la Natura, con il primario elemento per l’essere umano che è l’acqua. Ma non solo, in questa consapevolezza di percezione di quello stato c’è un primo passo verso quel lavoro interiore che, strano ma vero, ti servirà nella vita di tutti i giorni. Impagabile il sorriso con cui ci salutano quanti, anche solo per pochi secondi, hanno affrontato e gestito le loro fobie e noi felici di lasciare loro questo piccolo regalo di avergli fargli fatto provare una cosa che non si sarebbero mai aspettati di fare.

3- Perché consigliare un’esperienza di Apnea?

In quei pochi secondi, trattenendo il fiato in acqua, si acquisisce la consapevolezza che si possono superare limiti o paura: ci si rende conto che si può varcare la porta delle paure irrazionali, una piccola, grande conquista. Inoltre è un importante strumento per mettersi alla prova, per scoprirsi, conoscersi nel profondo e acquisire tecniche e abilità che ci consentano di goderci l’amato mare. L’Apnea è uno stile di vita sano e formativo, un modo per vivere a pieno il mondo marino e l’acqua in generale. In apnea c’è chi scende per amore della profondità, per la fotografia, per la pesca. L’ uomo adesso è sceso a toccare i 130 metri con le pinne è come avere un palazzo di 45 piani di acqua sopra la testa. E’ uno sport prettamente mentale, quando uno mette sotto la testa e poi dopo pochi secondi dice che non ce la fa più in realtà non è cosi: è semplicemente perchè questa persona non è riuscita a superare emotivamente la sua paura e la sua tensione nel tenere la faccia nell’ acqua senza respirare, non è una necessità fisica ma è mentale e va gestita ed è interessante saperla gestire proprio per superare quelle che possono essere le nostre paure e le nostre fobie. Per praticare l’apnea in sicurezza  è importante frequentare un corso specifico con un istruttore qualificato e soprattutto non praticarla mai da soli.

 

4- Vedo che abbiamo anche una bravissima  campionessa italiana?

Si, Complimenti  alla nostra super campionessa Alessia Zecchini, che lo scorso mese di maggio, ha stabilito il nuovo record mondiale femminile di immersione in assetto costante, scendendo sino a -105 metri di profondità. E concludo facendo l’imbocca al lupo ai ragazzi ed alle ragazze della Nazionale Italiana di Apnea che, dall’11 al 17 giugno, saranno impegnati nel Campionato Mondiale Cmas di Apnea Indoor in programma a Lignano Sabbiadoro (UD).

 

Gli abissi in rappresentazione del nostro sé profondo aprono LA PORTA del nostro animo più coraggioso e determinato. Accettare la paura di varcare la soglia del conosciuto per addentrarsi nello sconosciuto nel buio più profondo, senza punti di riferimento, solo l’ascolto del nostro corpo e del nostro Cuore. Nessuna sicurezza. Nessuna garanzia o certezza. Serve coraggio e fiducia al ricercatore sincero e onesto con se stesso, che mette la VERITA’ e la CONOSCENZA al di sopra di ogni cosa pur di realizzare il nostro Sogno. Ora siamo pronti. Il Tempo è compiuto: oltrepassare la PORTA  e’ superare i propri limiti ed affidarsi con gioia, è portare la verità da comunicare agli altri come chiave di svolta per un Nuovo Umanesimo,  è per noi pura trasformazione, iniziazione, trascendenza, elevazione sublime, da un piano ad un altro. E’ passare dal mondo delle ombre Platoniche a quello della luce: è passare nel MONDO MIGLIORE grazie al progetto C.O.E.M.M.

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