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IL 5G E’ DANNOSO ALLA SALUTE?

Si sente tanto parlare di 5G, che cosa è realmente? Come mai ha tanti sostenitori ma anche tanti detrattori? 

Proviamo a chiederlo  a  Diego Rossi, Presidente e fondatore dell’Associazione Nāra, che si sta dando molto daffare su e giù per l’Italia per allertare le istituzioni comunali e non solo.

Con la sigla 5G si intende” quinta generazione di standard di telefonia mobile”, è sulla bocca di tutti: grande larghezza di banda, accesso internet incredibilmente veloce, collegamento di decine di miliardi di dispositivi in ​​tutto il mondo, scopo finale arrivare allo IOT, internet delle cose, queste sono solo alcune delle parole d’ordine nei media e nelle pubblicità delle compagnie di telefonia mobile. Tuttavia, gli effetti negativi sull’uomo e sulla natura non sono stati presi minimamente in considerazione, nessuno studio ufficiale è stato fatto . Esiste un “ Principio di precauzione”, che va applicato prima di ogni scelta innovativa che possa avere un forte impatto sull’ambiente e sulle persone. Quelli che lei chiama detrattori, in realtà sono persone che chiedono che questo principio venga rispettato, che vengano effettuati studi sugli effetti che queste nuove frequenze, che dovrebbero essere immesse nell’ambiente in quantità massiccia, possono avere sulla salute della popolazione, degli animali ( come le api ad esempio) e della natura in generale.”

Esistono però dei limiti previsti dallo Stato, per le emissioni di onde elettromagnetiche. Questi limiti dovrebbero tutelare la salute del cittadino e dell’ambiente.

Gli attuali valori limite stabiliti dalla legge italiana, che vengono definiti “rigorosi”, anche se in realtà gli studi indipendenti ( cioè quelli effettuati senza il finanziamento delle case telefoniche e delle industrie ) dimostrano che non lo sono, dovranno essere pesantemente ritoccati per poter accedere al 5G. L’aumento necessario dei limiti è di 110 volte gli attuali !!!! Questo perché si vuole arrivare ad utilizzare le microonde e le onde millimetriche, onde mai utilizzate né tantomeno collaudate, nelle telecomunicazioni di massa.”

In cosa differiscono queste onde rispetto a quelle utilizzate oggi dai telefoni cellulari ad esempio ?

Per le comunicazioni terrestri oggi si stanno usando frequenze che arrivano fino a 6 GHz. I cellulari odierni, con il 2G, 3G, 4G corrono sulle frequenze fino a 3 GHz., le frequenze tra 3 e 6 GHz sono utilizzate dai sistemi Fixed wireless. Ci sono poi due aree dello spettro delle frequenze che superano i 6 GHz : lo spettro a “Microonde” e lo spettro a “ Onde Millimetriche”. Si chiamano microonde le frequenze fino a 60GHz, oltre questa frequenza abbiamo le onde millimetriche.”

Cosa significa in realtà “onda millimetrica” ?

Le onde radio hanno lunghezze inversamente proporzionali alla frequenza di spettro, quindi più le frequenze crescono e più la portata dell’onda si accorcia. Quando le frequenze diventano elevatissime, oltre i 60GHZ come abbiamo detto, le lunghezze d’onda sono di pochi millimetri.”

Ad oggi esistono studi che dimostrino la nocività dei cellulari e delle antenne emittenti ?

Numerosi studi dimostrano che le radiazioni dei telefoni cellulari e delle loro antenne emittenti, possono seriamente danneggiare la salute con varie conseguenze, da più leggere a molto pesanti : mal di testa, mancanza di energia, ipotiroidismo, acufeni e persino il cancro. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato le radiazioni da telefonia mobile come categoria 2B “possibilmente cancerogene”. Ma cosa farà l’ OMS adesso che uno studio americano del “National Toxicology Program” e il nostro Istituto Ramazzini di Bologna, fiore all’occhiello della ricerca indipendente, hanno dimostrato la cancerogenicità delle onde elettromagnetiche ad alta frequenza? Dette radiazioni verranno, come dovrebbe essere, passate nel Gruppo 1, cioè “ sicuramente cancerogene?”. Staremo a vedere. Comunque se le persone volessero informarsi sugli studi effettuati nel mondo, riguardo a questo argomento, può andare in internet e scaricare “ BIOINITIATIVE 2012 “, una raccolta di studi sulla relazione tra campi elettromagnetici e salute. Veramente molto interessante.

Il 5G non sostituirà la vecchia tecnologia mobile, ma la integrerà, questo significa che alle attuali migliaia di antenne esistenti sul territorio mondiale, se ne aggiungerà una quantità molto superiore. Questo per il motivo che ho appena esposto, più le frequenze sono alte ( e la previsione per il 5G è di utilizzare frequenze millimetriche) più la loro onda è corta, cioè meno si propagano nello spazio. Queste onde hanno anche molta difficoltà a penetrare gli ostacoli che trovano sul cammino, questo determinerà appunto un’enorme espansione delle antenne emittenti e anche l’abbattimento di molti ostacoli, come gli alberi ad esempio. Inoltre mentre è possibile spegnere il proprio smartphone in qualsiasi momento, questo non è possibile farlo con le antenne: irradiano 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. L’esposizione alle radiazioni aumenterà tantissimo e nessuno, nemmeno coloro che non utilizzano apparecchiature senza fili come neonati, malati, anziani, ELETTROSENSIBILI, potrà sottrarsi alle radiazioni. 

Ma tutto questo perché ? Davvero per rendere migliore la vita del comune cittadino?

I governi, spinti dalle industrie interessate a robotizzare la loro produzione attraverso la tecnologia 5G, facendo a meno della manodopera umana, molto più scomoda di un robot, hanno le loro ragioni per appoggiare l’ingresso di questa nuova tecnologia: il 5G sta spianando la strada per l’Internet of Things o IOT ( nel mondo 100 miliardi di dispositivi, dai frigoriferi alle auto, i vestiti, le scarpe… verranno collegati in rete tra loro) un mondo dove tutto sarà collegato, persone comprese, un mondo dove la privacy sarà un sogno del passato e il controllo sarà totale. Non da ultimo, 5G significa anche un colpo di fortuna per gli Stati: la vendita all’asta di nuove bande di frequenza alle interessatissime società di telecomunicazioni, che si battono per avere la supremazia le une sulle altre a fior di milioni o addirittura miliardi, porterà moltissimi soldi nelle casse degli Stati.

La popolazione vuole tutto questo ?

Ci sono anche molti dubbi su chi realmente vuole il 5G: è davvero la popolazione? O questo è quello che si vuole far credere per promuovere nuovi bisogni, che daranno all’industria miliardi di profitti nel corso di decenni? Una cosa sola è veramente certa, se il 5G vincerà la battaglia in corso e verrà installato, NOI sostituiremo le cavie da laboratorio!

Noi comuni cittadini possiamo fare qualcosa?

Certo, teoricamente potremmo tutto, siamo diversi miliardi su questo pianeta, se fossimo uniti saremmo noi a decidere le sorti della nostra vita. Innanzitutto possiamo rifiutare la connessione quando ci verrà offerta ed evitare così di trasformare le nostre case in stazioni radar. Poi possiamo firmare in internet la petizione #STOP5G. Terza cosa, attraverso l’Associazione Italiana Elettrosensibili e il giornalista di fama nazionale Maurizio Martucci (il vero promotore e guida della”rivolta” STOP5G,) possiamo informarci sul modo legale per evitare che le antenne per la nuova connessione vengano installate nel comune dove viviamo.
Ultima importantissima cosa, sosteniamo l’Istituto Ramazzini di Bologna, che lavora per noi ed è indipendente (cioè non prende finanziamenti da coloro che potrebbero essere interessati a risultati a loro favore negli studi che l’istituto intraprende) e fa studi scientifici molto importanti per la salute della popolazione, e non solo sulle onde elettromagnetiche.

La mobilitazione Stop 5G in tutta Italia è per le giornate di Sabato 15 Giugno e Venerdi 21 giugno 2019

Ci si augura che ogni cittadino, consapevole  dei pericoli derivabili dal 5G, partecipi  attivamente ad ogni iniziativa, in maniera spontanea, non solo sul territorio e con le Istituzioni locali, ma anche attraverso i Social, nel pieno rispetto delle Leggi e verso una maggiore Libertà ed ascolto del grido di noi esseri umani..

Nadia Scalella

Blogger del Progetto Coemm

 

La buona comunicazione:
è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore)

Sito:   www.coemm.org
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