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Salute

Vogliamo combattere la Malattia?

Siamo sicuri di voler combattere una malattia?

 

I filoni di analisi sono due, quello Spirituale; di responsabilità individuale, nel senso che si spiega come interiormente si sviluppano i disagi che poi sfociano in malattie – più o meno gravi o gravissime.

Poi c’è quella materiale della Medicina ufficiale, che cerca esternamente un capro espiatorio e lo demonizza, e cerca di eliminarlo con l’accanimento terapeutico, uccidendo il corpo per sottrarlo al disagio…..

Ignorando che dietro a quei disagi c’è un Dio o più Dei, che stanno rispondendo a un richiamo, e se gli manchi di rispetto, te lo inimichi – come insegna la Medicina Cinese, o Shamanica.

Con i disagi si patteggia.

Mariella Congiu RR Cfp Salute&Benessere Toscana

 

 

La malattia infatti non si combatte, si interpreta e con questa visione la si vede come alleato che sta esprimendo uno squilibrio psicoemotivo sostenuto da forme pensiero; i tre livelli sono strumenti animici utilizzati per organizzare l’esperienza umana che l’anima utilizzerà per ricordare.

Combattere è un termine che rafforza il problema perché prende energie dal proprio nucleo e dal nucleo degli altri.

Infatti chi critica e giudica continuamente, non applicando i principi di tolleranza e di compassione, prende energie vampirizzando tutto ciò che capita sotto il suo tiro.

Il messaggio è rivolto sia a chi crede nell’esistenza di un mondo spirituale sia a chi non ha questa visione. Svincolo, come medico, l’informazione da credi religiosi-spirituali e faccio partire, per i più scettici, lo squilibrio chiamato malattia dalle forme pensiero che lo costruiscono attraverso un sistema che fa parte del nostro corpo chiamato PSICO-NEURO-ENDOCRINO-IMMUNOLOGIA (PNEI).  Anche cosi il percorso non cambia e tutti devono convergere ad un unico obiettivo cioè conoscere profondamente se stessi per capire e iniziare un percorso di guarigione

 

Tania Caminito RR  Salute

Cfp Salute&Benessere Sicilia

 

 

Definire il conflitto la causa della malattia è corretto, però tutta la alterazione Eziofisiopatologica che il corpo attua per adattarsi al conflitto necessita di una terapia sul soma che possa coadiuvare la strategia su Anima e Spirito, a volte il danno sulla struttura fisicoorganica è talmente “destrutturante “ che, anche risolvendo il conflitto generativo, non si torna totalmente in equilibrio.

Ben vengano le medicine come l’allopatia nelle fasi acute e acutissime, l’omeopatia, l’omotossicologia la fitoterapia ecc. sono strumenti di guarigione che in mano a terapeuti olistici possono guarire il paziente.

Come sotto così sopra non è una battuta. Qualche volta agendo sul soma (corpo fisico) , si aiuta l’anima a sciogliere il conflitto.

 

Alfio Licciardello

CFP Salute&Benessere Sicilia

 

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