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Salute

Tutto è uno

Impressionante la storia del dr. Joel Salinas medico di Boston che letteralmente ‘percepisce’ le sensazioni altrui su se stesso.

Joel in gioventù non si rendeva conta della propria particolarità, anzi era convinto che il suo ‘sentire’ fosse del tutto normale e comune a tutti. Con il passare degli anni si rese conto di come far stare bene gli altri facesse stare bene lui, motivo per il quale decise di intraprendere gli studi in medicina.

Ebbe conferma definitiva del suo sentire extra-ordinario quando, durante gli studi in medicina, si trovò di fronte ad un paziente con arresto cardiaco: i medici praticavano la rianimazione e Salinas avvertiva tutte le sensazioni fisiche del paziente, fino a quando, al decesso del paziente, provò una tremenda  sensazione di assenza di percezioni.

Si tratta di sinestesia, per la precisione sinestesia del tocco a specchio, una ‘qualità’ (per la verità definita malattia) data da una connessione particolarmente stretta delle diverse aree del cervello che fanno in modo che chi ne è affetto sia particolarmente sensibile, e che percepisca le sensazioni altrui, sia quelle piacevoli che quelle spiacevoli in prima persona.

Ora, questo mi porta inevitabilmente a fare un paio di considerazioni: esiste una teoria secondo la quale il corpo calloso del nostro cervello umano è una ripartizione ‘imposta’ dell’emisfero destro dall’emisfero sinistro per provocare separazione, in noi stessi e tra  noi umani, altrimenti saremmo consapevoli di essere dei, scintille divine, saremmo consapevoli di essere connessi, al nostro cuore ed al cuore dei nostri simili…se tutti avessimo la capacità di provare sulla nostra pelle la gioia ed il dolore altrui…che cosa sceglieremmo per gli altri e per noi?  Che sia veramente questo il  ‘senso’  del ‘fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi’ ? Che sia veramente questo il traguardo ed il mezzo per un  Mondo Migliore?

 

Roberta Rebella

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