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Revival

et Ceta…

Bertonico, con i suoi 1300 ettari coltivati, le oltre  4300 bovine presenti nel comune , quasi tutte lattifere, i suoi 15.000 suini  può essere considerato a ragion veduta  un paese a vocazione agricola. ‘A vocazione’. Questa locuzione, che mi riporta ai libri di geografia,  mi richiama ancora irrazionalmente  qualcosa che immagino  dettato da leggi comuni di cuore, l’immagine di  una spinta, un tendere   della comunità   di un territorio unito  verso un preciso obiettivo, quasi una missione che accomuna l’operato dei singoli per esaltare le peculiarità , le unicità,  le ricchezze di un territorio… Probabilmente la mia è ancora una  visione di tipo adolescenziale e  vagamente romantica non sempre rispondente alla realtà, anzi, quasi mai, per lo meno fino ad oggi… viste le condizioni in cui versa la nostra impareggiabile Italia…

Le vocazioni sono state mortificate , pilotate e spesso asservite all’arricchimento di pochi, proditoriamente incuranti  degli incalcolabili danni provocati dallo snaturamento di  troppi beni elargiti  da madre natura  o tramandataci dalla maestria  di chi ci ha preceduto e che ha creato tutte quelle  italiche raffinatezze che il mondo ci riconosce e ci invidia.

Uno degli ultimi insulti al made in Italy  agroalimentare e alle sue eccellenze è rappresentato dal CETA, l’accordo di libero scambio (Comprehensive Economic and Trade Agreement) che concede al  Canada di immettere sul nostro mercato le imitazioni dei nostri prodotti più tipici che produce e, cosa ben più grave,  che importa. Ciò significa che altri Paesi, soprattuto quelli  che non possono commercializzare sul mercato italiano le varie imitazioni delle nostre dop, docg eccetera già ridotte all’osso, sfrutteranno tale accordo avvalendosi del Canada come tramite. Gli Stati Uniti per esempio…  Pirateria alimentare legalizzata, ingresso del grano trattato in preraccolta con il glifosate,  carni a dazio zero che assesta un duro colpo alla nostra agricoltura. L’agroalimentare poi, ormai violentato e svenduto, rappresenta uno dei valori più alti e preziosi del nostro Paese e della nostra cultura.

Bertonico, dicevo, è un paese a vocazione agricola, e si è unito a tutti quei comuni che in  Italia hanno contribuito a bloccare gli accordi del trattato CETA, salutati dal nostro stesso Presidente come

“un grande passo in avanti per una cooperazione concreta” ed  “importante per le economie di Canada ed  Unione Europea”. (cfr ‘Corriere Quotidiano 27 giugno2017’),

Con  delibera  dello scorso 31 luglio 2017 ha accolto l’appello dell’ azione territoriale promossa da Coldiretti di sensibilizzazione su questo accordo:  solo una dozzina dei  60 comuni della provincia di Lodi hanno aderito. Non entro nel merito di precedenti scelte penalizzanti per il territorio, voglio focalizzare l’attenzione su questa notizia positiva prodromica di  una più ampia presa di coscienza, comunque un passo concreto verso un territorio migliore. Un paese migliore. Un Mondo Migliore.

Roberta Rebella.

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