Home>Blog>Economia>Lavorare per 996. O forse per 666?
Economia Lombardia

Lavorare per 996. O forse per 666?

Ormai è chiaro: siamo in pieno conflitto. E le bombe e le vittime di questa guerra sono difficilmente individuabili, ammantate da progresso, produttività, tecnologia, dallo stare al passo con i  tempi.

Da una parte i diktat di un’economia mondiale che spinge per  rendere l’uomo sempre più uno schiavo automa e dall’altra parte un manipolo di esseri in un cammino di consapevolezza  che anelano ad evidenziare una essenza umana somigliante ad un divino o semplicemente ad una scheggia densa di infinite possibilità evolutive e spirituali.

Ritenere sano lavorare nove ore al giorno si scontra, a mio modo di vedere, con qualsiasi concezione di vivere la vita ed impedisce una minima presa di coscienza sul senso stesso della vita, impedisce di fermarsi un attimo per pensare, e per pensarsi.

La dichiarazione di Jack Ma non è comunque così lontano dalla nostra realtà , questo modello si sta già abilmente e sottilmente infiltrando nelle menti e nella vita dei nostri giovani che prestano la loro opera e la loro esistenza al servizio di alcune multinazionali , allettati o adescati da un modello di carriera come quello che vogliono farci introitare con pubblicità martellanti più o meno subliminali.

In netto contrasto con un’idea di evoluzione , in un momento di abbondanza di risorse e di possibilità di utilizzare veri robot per svolgere molti tipi di mansioni. Le riflessioni  di Bertrand Russell, spiegano  chiaramente come si potrebbe vivere, come finirebbe la disoccupazione lavorando quattro ore al giorno,  riflessioni  in perfetto accordo con quanto asserito dal progetto Coemm.

La libertà ed il pensiero rappresentano un ostacolo e  fanno  paura a chi ci vuole governare sottomettendoci.

Credo che sia nostro preciso  dovere restare uniti per poter scardinare queste storture, per sgretolare una competitività che non porta a nulla, per offrire ai nostri giovani un modello di vita diverso, che abbia un legame con ‘l’umano’ , per dare loro un futuro, in termini di vita, non di carriera.

Roberta Rebella

 

 articoli del blog

 

La Buona Comunicazione:
è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto, Presidente e Maurizio Sarlo, Fondatore)
Info: www.coemm.org
facebook.com/COEMMeCLEMM

YouTube

 

 

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *