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Cronaca

Fatti non foste a viver come bruti….

Episodi di bullismo, quasi all’ordine del giorno. Campagne contro il bullismo, regole, denunce fino all’espulsione, forse l’incriminazione… e l’educazione, dove si trova?

Il Ministro dell’Istruzione Fedeli  condanna gli episodi di bullismo , richiede coinvolgimento di famiglie e genitori.

Mi pare di intravvedere una sottile  forma di de-responsabilizzazione, si imputa alla società attuale la colpa della creazione  di giovani violenti, bulli nella scuola. Ma la società attuale non è forse il risultato dell’istruzione e dell’educazione che la scuola ha fornito negli ultimi anni? La società attuale siamo noi, i bulli sono i nostri figli, sono  il risultato dell’istruzione degli ultimi anni, penalizzata, massacrata, trattata come una catena di montaggio , uno dispensare nozioni senza amore né anima, da parte di un esercito di insegnanti talvolta frustrati, spesso non riconosciuti o, peggio, non adatti al ruolo di educatori. Gli insegnanti hanno un compito delicatissimo, lavorano con materiale umano, hanno l’incarico di formare, di educare  coloro che saranno il mondo di domani, una responsabilità che non tutti possono assumersi, non tutti hanno la natura ed il carisma del maestro, alcuni si limitano, quando possono, ad esercitare un controllo ed un potere, mentre i giovani vanno sedotti dalla cultura, imparano per fascinazione, per imitazione… oggi, la valorizzazione degli uomini di domani è solo a parole,  nella scuola dell’inclusione devi far parte del sistema, quando incominciano le difficoltà o meglio, le diversità, la scuola è carente.

Le scuole poi, gli edifici scolastici, dovrebbero essere luoghi di socializzazione, di aggregazione,  luoghi di vita dove i giovani possano relazionarsi , in un momento in cui i giovani sono abituati a socializzare  con strumenti informatici,  dove non esiste contatto diretto, corporeo;   luoghi dove imparare a muoversi nel mondo, dove  i talenti possono essere riconosciuti , valorizzati ed esercitati, una scuola completamente nuova che penetri la vita dei ragazzi nel delicatissimo momento di formazione che arriva fino all’adolescenza e anche oltre.  Luoghi accoglienti, vivi e vitali, dove  ci si possa trovare a fare teatro, cinema, danza, arte, aperti ed attivi dal mattino alla sera, per soddisfare il piacere di frequentarli…

E’ necessario cambiare il punto di vista, non intendere più la scuola come un luogo di lavoro dei professori ma come un luogo di formazione degli studenti, fucina del mondo di domani.  La cultura ci aiuta a provare e a coltivare sentimenti e ad avere le parole per descriverli…e per trasmetterli.

 

Qui di seguito il link di un’ intervista al prof. Umberto Galimberti , molto interessante e per certi aspetti  assai  condivisibile…non mi sento di  condividerne l’eccessivo pessimismo.

https://www.youtube.com/watch?v=exxZOvgzyaw

 

 

 

Bullismo: “Gli studenti violenti vanno espulsi dalla scuola”

 

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