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Cronaca

C’era una volta l’ape

La Walmart già la conosciamo.

http://cq24.net/bertonico/blog/attualita/il-cibo-di-pochi/

Quello che forse ancora non conosciamo o fingiamo di non conoscere è il disegno che sta alla base della politica, nemmeno più tanto celata, di controllo pressoché totale  del cibo da parte di grandi multinazionali tra cui, appunto, Walmart.  Arrivo al punto: Walmart ha depositato un brevetto per droni impollinatori, cioè minuscoli robot con telecamere e sensori in grado di impollinare i fiori per combattere la scarsità di impollinatori naturali; un secondo minuscolo robot fungerà poi da drone controllore, per accertarsi che il polline venga correttamente applicato.

Gli ‘impollinatori naturali’ sono le nostre amate, e forse presto rimpiante, api.

In buona sostanza: le multinazionali del cibo creano il problema, portano  all’utilizzo di sementi ogm, di cui solo loro possono controllare la crescita e la diffusione (ma tranquilli, abbiamo la  Banca Mondiale dei  semi sotto qualche metro di ghiaccio, alle Svalbard) e l’eradicamento delle malerbe , tramite i pesticidi  (pardon, fitofarmaci)   creati e controllati da loro stessi,  lanciano l’allarme e sensibilizzano l’opinione pubblica (senza impollinatori, si sa, non c’è vita)  in modo da potersi poi proporre come  risolutori del problema  (la scienza tutto può!) acclamati come salvatori del pianeta.

E’ il metodo descritto  da Noam Chomsky :

Problema > reazione > soluzione.

C’è ancora qualcosa a cui dobbiamo assistere per convincerci che è vitale un cambiamento di rotta?

Dimenticavo: sarebbe utile creare una Banca Mondiale del miele. Ma chi ci tutela ci avrà  già pensato…

 

Roberta Rebella

 

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