E’ stato ucciso con due colpi di arma di fuoco l’allevatore trovato morto nel suo ovile nelle campagne di Genoni, nel sud Sardegna. Si tratta di Gianfranco Melis, di 36 anni, del posto. Il giovane mancava da casa dal pomeriggio del 9 maggio, quando è uscito per andare in campagna. I familiari non si sono preoccupati del mancato rientro di Gianfranco per la notte, capitava spesso che facesse tardi al lavoro e decidesse di dormire in azienda. Non vedendolo però rientrare neanche la mattina del 10 maggio, il padre ha sospettato che fosse successo qualcosa ed è andato in azienda, dove ha ha fatto la macabra scoperta.

Insieme ai carabinieri è arrivato sul posto anche il medico legale Roberto Demontis, che ha subito escluso la morte naturale: evidenti, infatti, già da un primo esame esterno del cadavere i segni di più colpi di arma da fuoco. Sarà l’autopsia, che verrà eseguita l’11 maggio dal medico legale al policlinico di Monserrato (Cagliari), a ricostruire alcuni tasselli fondamentali del delitto.  Il medico legale dovrà stabilire, tra l’altro, l’orario esatto della morte. 

Un delitto inspiegabile per la comunità di Genoni, quello di Gianfranco Melis, conosciuto da tutti come una persona senza una macchia, tutto lavoro e casa. L’unico suo svago era il bar del paese in cui si incontrava con gli amici. I carabinieri del Comando provinciale di Nuoro e della Compagnia di Isili stanno setacciando la zona e sentendo gli amici e i vicini di pascolo della vittima. Si cerca di capire cosa sia successo nell’azienda Melis in quel lasso di tempo che va dalle 16 circa di ieri pomeriggio all’alba di questa mattina.

“E’ come un fulmine a ciel sereno – ha detto il sindaco Gianluca Serra – Gianfranco era un ragazzo tranquillo e riservato, un lavoratore. Si dedicava giorno e notte all’azienda di famiglia che aveva costruito il padre, non è mai stato invischiato in storie torbide, così come tutta la sua famiglia che ha fatto enormi sacrifici per andare avanti”. Una famiglia sfortunata quella di Gianfranco, composta da un altro fratello che fa il meccanico e dai genitori, che più di 20anni fa avevano perso una figlia 16enne. “Sono andato a trovarli e ho portato loro l’abbraccio di tutta la comunità – racconta il primo cittadino – Una cosa del genere non la meritavano. La nostra speranza è che presto si scopra che si è macchiato del delitto e venga assicurato alla giustizia“.

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Redazione BlogCQ24
Articolo della Redazione BlogCQ24

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