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Cronaca

UNA BAMBINA VIENE DISCRIMINATA A SCUOLA PERCHÉ PORTA IL PASTO DA CASA

Sembra una cosa strana, quasi buffa, ma a ben guardare non è per nulla corretta. Accade che all’Istituto Comprensivo Severi di Arezzo, dirigente la Dott.ssa Carla Bernardini, una famiglia abbia deciso di non utilizzare  per la  propria bambina la mensa scolastica, preferendo far portare alla bimba il pranzo da casa.

La scelta di questa famiglia è perfettamente in linea con la legge:

DAL CONSIGLIO DI STATO VIA LIBERA AL PASTO DA CASA

Però la direzione scolastica ha fatto a sua volta la scelta, per nulla condivisibile,  di far consumare alla bimba il suo pasto in una stanza separata dal resto dei compagni, cioè da sola. Le proteste della madre, sono legittime, ma pare inascoltate.

La questione si inserisce in una controversia in atto già da novembre 2018, allorché l’Assessore Tanti, comunicò la decisione di costruire un centro unico di cottura per le scuole di Arezzo.

ADDIO MENSE SCOLASTICHE

Questa decisione comunale, trovò   però subito la decisa opposizione dei genitori. In un primo momento  l’Assessore sembrava aver stoppato il progetto, ma   in realtà il progetto prosegue il suo iter.

PROGETTO ELIOR PER UN CENTRO DI COTTURA UNICO

A gennaio c’è stata una raccolta di  2400 firme: i genitori continuano nella loro opposizione al progetto Elior. Rimangono però  inascoltati e questo fa pensare che non ci sia  interesse da parte dell’Amministrazione Comunale. RACCOLTA 2400 FIRME

A fine febbraio le firme sono 3000.

Su facebook sono state aperte due pagine per informare la popolazione, in modo dettagliato e costante degli sviluppi della “querelle”.

MENSA SCOLASTICA DIRITTO DI SCELTA PASTO DA CASA

SALVIAMO LE MENSE SCOLASTICHE DI AREZZO

La bambina, molto ingiustamente discriminata aveva già scritto una letterina al Sindaco di Arezzo.

LETTERA DI EMY AL SINDACO GHINELLI

RIFLESSIONI DELLA MAMMA DI EMY

Passata la prima settimana con il Pasto da Casa!!!

Mia figlia un mese fa ha scritto al Sindaco Ghinelli, non ci è tornata indietro, nemmeno la conferma di lettura.

Se il centro cottura dovesse essere l’unica soluzione valida per il comune per noi non resterebbero due sole soluzioni:

– Il pasto da casa
– Lasciare il tempo pieno

Cosi tanto vale iniziare subito la nostra esperienza con il pasto da casa per arrivare al nuovo anno preparate e poi, in piccolo, è anche il nostro modo di protestare.

La settimana  è iniziata venerdì scorso.

Ci avevano detto esserci molti bambini che portavano il pasto da casa invece Emy  è stata per ben 5 giorni completamente isolata in una stanza senza finestre, con tavolo riunioni, poltrone a rotelle scaffali e carrelli della spesa del supermercato. Poi ci hanno spiegato che gli altri fanno orari diversi, forse anche stanze diverse mi domando io..

Un ambiente perfetto da bambini, pulito e igienico 😱 proprio dove mangiare quel cibo che è così pericoloso da non poter entrare in mensa perché potrebbe nuocere alla salute di altri bambini? 🤔

Però chissà perché i bambini che per motivi religiosi o di intolleranze hanno il loro menu’ differente, possono tranquillamente stare a tavola con i compagni.

Strano però.. il Consiglio di Stato si è’ pronunciato, chi porta il cibo da casa deve essere trattato come gli altri bambini, l’ora di mensa è orario scolastico e tutti i bambini devono stare insieme.

Perché è’ stato deciso di discriminare alcuni bambini che invece non vogliono usufruire del pasto della mensa? Ad Arezzo le leggi non contano?

Emy sta vivendo proprio un grande lezione di vita!

Non sono non viene ascoltata nel suo piccolo scritto ma anche isolata per la sola colpa di aver fatto una scelta consapevole con il pasto da casa!

Vediamo come andrà la settimana prossima settimana..

Ma posso fare una domanda alla dirigente scolastica e al Sindaco?

Ma voi fareste mangiare i vostri figli in una stanza adibita a deposito senza igiene e con dei carrelli della spesa? (Lo sapete che sono la cosa più sporca al mondo dopo il denaro?)

Fatevi una piccola analisi di coscienza e se non mi credete venite a fare compagnia a mia figlia all’ora di pranzo, vi preparo il pasto da casa io, così provate questa meravigliosa esperienza!

KATIA Mamma di EMY

 

L’aver  isolato la bambina a consumare il suo pasto, chiusa in una stanza senza finestre, lontano dai suoi compagni, potrebbe aver suscitato nella piccola sentimenti di vergogna, colpa  e  solitudine e  sicuramente di  una certa confusione. E questo non va certo a beneficio della sua educazione scolastica e soprattutto ha proprio il sapore di una meschina strumentalizzazione.

La Buona Comunicazione:
è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto, Presidente e Maurizio Sarlo, Fondatore)
Info: www.coemm.org
facebook.com/COEMMeCLEMM

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