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IL MONDO NATURALE E LE SUE MERAVIGLIE

  DANIELE CIPRIANI, RN del CLEMM CFP DEDICATO “LE VIE STORICHE” PRATOVECCHIO STIA 3 -AREZZO, con questo articolo, ci introduce in un nuovo affascinante aspetto degli studi naturalistici: la BIOFILIA. Questa scienza, per la maggior parte di noi nuova, studia i profondi legami affettivi che legano gli esseri umani alle altre forme di vita.A.L.Montanari

Intelligenza naturalistica (Spunti tratti da G. Barbiero e da E. Ceci)

L’ecologia è la scienza che studia le relazioni tra gli organismi viventi e il loro ambiente. L’ecologia affettiva è la branca dell’ecologia che si occupa in particolare delle relazioni che intercorrono tra esseri umani, il resto del mondo vivente e l’ambiente. La biofilia è l’innata tendenza degli esseri umani a farsi attrarre dalle diverse forme di vita e in alcuni casi ad affiliarvisi emotivamente.

In tempi passati gli esseri umani vivevano costantemente in contatto con la natura,sviluppavano  una sorta di intelligenza naturalistica sentendosi parte integrante  di essa.

Oggi gli esseri umani si sono molto allontanati dagli ambienti naturali, tuttavia lmemoria genetica  sembra conservare la necessità del legame con la natura. Lo si deduce dal  crescente interesse per i lunghi percorsi a piedi immersi nella natura, talvolta anche per mesi interi, utilizzando le vie storiche che  attraversano territori  collinari e montani. La ovvia spiegazione di questo interesse è la ricerca inconscia del legame con un mondo naturale, divenuto nel tempo sempre più estraneo per  l’uomo.

Questo sentimento di affiliazione alla natura, il sentirsi figli della madre terra, è innato ed è presente in tutte le culture umane, comprese quelle tecnologicamente più avanzate. 

Noi umani  stiamo scoprendo che madre natura, agisce  ad un livello psichico profondo. Al richiamo della natura possiamo imparare a rispondere affinando i nostri sensi e le nostre capacità mentali anche con  pratiche meditative, che favoriscano un’attenzione consapevole, efficace per ristabilire la nostra personale connessione con la natura e con il mondo vivente.

Secondo l’ecologo americano Edward O. Wilson dell’Università di Harvard, la biofilia, essendo innata ma non istintiva, si sostanzia in un complesso di regole di apprendimento filogeneticamente adattative che si sono stratificate nel corso dell’evoluzione dell’umanità e che tuttora informano i nostri rapporti con l’ambiente naturale. Essa si struttura in due facoltà mentali particolari: l’attenzione e l’empatia. L’attenzione nella biofilia è la capacità di lasciarsi affascinare dagli stimoli naturali.  L’empatia, invece, è la capacità di affiliarsi emotivamente alle diverse forme di vita o, come più precisamente suggerisce Silvia Bonino, di partecipare in maniera differenziata alla loro condizione.

Biofilia e intelligenza naturalistica

La biofilia, essendo geneticamente determinata, potrebbe costituire la base fisiologica e il potenziale psichico dal quale far emergere l’intelligenza naturalistica. L’intelligenza naturalistica è l’ottava manifestazione di intelligenza umana, secondo la classificazione proposta dallo psicologo americano Howard Gardner nella sua Teoria delle Intelligenze Multiple. Essa viene definita come l’abilità di entrare in connessione profonda con gli esseri viventi non umani e di apprezzare l’effetto che questa relazione ha su di noi e sull’ambiente esterno. Questa forma di intelligenza richiede un’abilità sensoria sviluppata, una capacità di ragionamento che ci permette di distinguere  e di classificare, una particolare sensibilità emotiva verso ciò che è «naturale» e infine una certa sapienza esistenziale che ci consente di legare insieme tutte queste qualità.

Nelle nostre società artificiali, lontane dal mondo naturale, c’è il rischio concreto che la biofilia non riceva più stimoli adeguati al fiorire dell’intelligenza naturalistica. Il giornalista e studioso di ambiente Richard Louv osserva che se i bambini non sviluppano un adeguato rapporto con la Natura, la biofilia non viene stimolata e l’intelligenza naturalistica non si manifesta. Questo provoca danni nello sviluppo psichico (e fisico) dei bambini che Louv  definisce complessivamente come disturbo da carenza di natura.

È importante che l’educazione ambientale trovi la sua vocazione originaria di pedagogia dell’intelligenza naturalistica, educando a riconoscere le varie peculiarità dello stato vivente, e l’ armonia, propria di ciascun organismo vivente.

Nel prossimo articolo saranno approfonditi importanti aspetti della Biofilia.

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