Home>Blog>Scuola>La Scuola che Vorrei
Scuola Veneto

La Scuola che Vorrei

Ieri, oggi, domani….      Un’altra scuola si può.

All’alba della Quarta Rivoluzione Industriale, la scuola di oggi mostra tutti i suoi limiti. La velocità con cui il futuro avanza impone un cambiamento di passo e di paradigma. Le soluzioni ci sono, cambiare si può. Un incontro con Federico Carollo sul tema “La Scuola che Vorrei”.

 

“Il 65% dei bambini che iniziano la scuola oggi, quando avranno finito faranno lavori che oggi ancora non esistono”.

Quando Federico Carollo cita Milena Gabanelli (Dataroom – “Il lavoro del futuro, cosa conviene studiare”), una piccola vertigine coglie i genitori e gli insegnanti riuniti, il 24 maggio scorso, nella sala del :

Centro Polifunzionale Parrocchia San Lorenzo di Albignasego (PD) per la conferenza su:    “La Scuola che vorrei”.

Perché se è vero che tutti siamo consapevoli che il futuro dei nostri figli e nipoti sarà un mondo diverso da quello che conosciamo, non è altrettanto scontato immaginarlo diverso a tal punto da cambiare radicalmente i colori e i contorni del panorama produttivo, lavorativo, e dunque esistenziale.

Quali saranno i nuovi skills? Cosa farà, domani, questa nostra progenie?

 

Federico Carollo, formatore, direttore didattico dell’Istituto Berna di Mestre e vicepresidente nazionale dell’Endo-Fap (Ente Nazionale Don Orione),  fa la lista dei possibili profili professionali:

  • e-Commerce Manager,
  • CEO e Community Manager,
  • specialisti in Big Data,
  • addetti alla gestione e riciclaggio dei rifiuti, tecnici di agricoltura e biomassa di precisione, specialisti in gestione e costruzione di smart buildings, dove smart sta a significare che l’edificio si comporta come un essere intelligente.

Il futuro è tecnologia e tecnologia è il futuro. Siamo all’alba della Quarta Rivoluzione Industriale (Industria 4.0), però oggi nella gran parte delle scuole c’è un computer ogni otto alunni e, sotto il profilo degli investimenti in R&S, in Europa continuiamo ad essere i fanalini di coda: 1,3% del PIL contro, ad esempio, il 2,9% della Germania. Qualcosa non torna, ed è forse bene darci da fare per capire – ora, presto, subito – come muoverci per dare le giuste opportunità ai nostri ragazzi.

 

Ma poiché per comprendere dove siamo (e dove andremo) dobbiamo sapere da dove veniamo, Federico Carollo ci fa fare un avvincente viaggio a ritroso nel tempo con un’analisi storica dell’evoluzione della scuola.

… A partire da quel “Ratio Studiorum” che nel 1599, stabilendo formalmente le regole della formazione dei Gesuiti, gettò di fatto le basi di ogni successiva organizzazione scolastica del nostro Paese. Aule, banchi, cattedre, ricreazione, orari delle lezioni, vacanze: di che tempi stiamo parlando? Del 1500 o di oggi? 

Passano i secoli, con l’Ottocento si fa strada la necessità di una popolazione maggiormente alfabetizzata (di quale censo e genere è facile immaginare), arrivano il Regio Decreto Legislativo noto come Legge Casati (1859) che riforma l’ordinamento scolastico ispirandosi al modello prussiano (!), la Legge Orlando (1904) con un obbligo scolastico fino ai 12 anni ben raramente attuato, la Riforma Gentile del 1923 che introduce l’obbligo scolastico della qualifica di terza media. Con la nascita della Repubblica, ecco infine la Costituzione con il suo Art. 34: “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Questa è la scuola del dopoguerra, questa è la scuola che abbiamo frequentato, con poche varianti, tutti noi. Aule, banchi, cattedre, ricreazione, orari delle lezioni, vacanze. Molto è cambiato dal “Ratio Studiorum”, e ci mancherebbe, ma tante cose ‘risuonano’ oggi come ieri e l’altro ieri, a sottolineare come i processi, nell’ambito educational, siano stati molto più lenti e farraginosi rispetto ad altri contesti.

 

Occorre un cambiamento di paradigma. Ed è ciò che propone Sir Ken Robinson, autore inglese, conferenziere e consigliere internazionale sull’educazione per i governi e le istituzioni no-profit, con un libro che già nel titolo è un manifesto: “Fuori di testa. Perché la scuola uccide la creatività”.

Il fatto, spiega l’autore, è che l’attuale sistema educativo è stato pensato per un’epoca diversa e si è sviluppato sull’onda della cultura intellettuale dell’Illuminismo e delle circostanze economiche della Prima Rivoluzione Industriale.

I geni di questa cultura sono arrivati fino all’Istruzione Pubblica di oggi, che continua a dividere il mondo in “accademico” e “non accademico” – vale a dire in “intelligente” e “non intelligente”.  

Grande vittima di tutto questo, oltre alle tantissime persone che questa impostazione ha penalizzato e continua a penalizzare, è l’Arte che, per sua natura, si focalizza in quella che viene definita “esperienza estetica”, grazie alla quale riusciamo ad essere «totalmente vivi».

Secondo Robinson, oggi invece «stiamo facendo vivere i nostri figli la loro istruzione da an-estetizzati».

Ed ecco la soluzione: non ci si deve accontentare di una scuola “linea di produzione” che prevede una crescita standard e conformizzata (cloroformizzata), ma si può aspirare a una palestra di creatività in cui, dice Robinson, «i sensi operano al loro massimo».

Il cambiamento di paradigma si chiamaPensiero Divergente, che è una capacità essenziale per la creatività: l’abilità di vedere molteplici risposte per una medesima domanda.

 

Ma dove trovarlo, nell’offerta scolastica attuale, questo Pensiero Divergente o, quanto meno, qualcosa che gli si avvicini?

A conclusione della conferenza, Federico Carollo propone un ventaglio di opportunità già in essere oggi, concrete realtà attive sul territorio.

Che si tratti di scuole fortemente rivolte al futuro come la H Farm di Roncade (TV) – dall’asilo ai master universitari, tutta in inglese e altamente tecnologicizzata – oppure legate al modello olistico steineriano come le Scuole Waldorf, o quelle del Metodo Montessori (“Aiutami a fare da solo”), i percorsi pedagogici pongono al centro sempre il bambino e i suoi talenti, la sua creatività e la sua libertà. E che dire poi della Scuola nel Bosco, dove non ci sono edifici, banchi e sedie, ma solo alberi, animali, vento, acqua, terra e cielo?

Cambia panorama, ma l’idea è esattamente la stessa nella Scuola del Mare, dove i testi scolastici sono gli elementi della natura. Per ultima ma non ultima, la Homeschooling, ovvero la Scuola Parentale: un percorso in cui gli “homeschoolers” imparano a leggere e scrivere con papà e mamma, abitano in case tappezzate con cartelloni di poesie, tabelline e disegni e per i quali non ci sono zainetti da preparare al mattino, né suona mai la campanella.

Negli Stati Uniti questo è un fenomeno di massa, nella UE una novità, in Italia una nicchia in crescita.

Questo è tutto, o quasi. Perché ci sarebbe ancora la Scuola Libertaria, in cui il filo conduttore educativo è il riconoscimento ai ragazzi della piena capacità di scegliere sui contenuti e metodi del proprio apprendimento. Per i “figli della libertà”, democrazia nella sua più ampia espressione calata in un pensiero progressista. Certo forse un po’ estrema, ma sicuramente spunto di discussione per sovvertire i canoni e immaginare nuovi percorsi educativi e formativi per le donne e per gli uomini di domani.

 

Link attraverso cui accedere ai filmati proiettati durante la conferenza “La Scuola che Vorrei”:

 

Cambiare i paradigmi dell’educazione (Ken Robinson)

H-International School

Libera Scuola Steiner-Waldorf Novalis

Montessori 1915 San Francisco – EXPO 2015 italiano

“Verde Bosco” il film delle Scuole nel Bosco

Asilo del Mare: la scuola dove si impara tra spiaggia e natura

Homeschooling, i genitori che non mandano più i figli a scuola

Figli della libertà (2017)

Grazia Prini

 

La buona comunicazione:
è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano e seguono le linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore).
Per Info:
http://coemm.org

http://facebook.com/COEMMeCLEMMOfficialPage

 

https://www.youtube.com/channel/UCPeEGg5tKdoyOPK–mGE5Yg

foto da Pixaby.com                                                   

 Doretta Tiepolo

Per sfogliare tra i miei articoli clicca sull’immagine:     

 

 

  

 

 

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *