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Politica Veneto

Il reddito di cittadinanza rende più poveri e nega la dignità umana?

C’è infatti chi lo chiama reddito di cittadinanza, e l’erogazione, sganciata dalla produzione potrebbe in effetti fare dell’uomo un essere improduttivo, un povero vero.

Ho letto un articolo su Corriere Quotidiano.it, che parla proprio di questo. Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace 2006, afferma proprio questo concetto.

articolo qui

Il progetto COEMM e CLEMM, invece lo chiama reddito di dignità,  in uno Stato solidale ed etico, per abbattere la povertà, le disuguaglianze sociali e assicurare a tutti i cittadini un medesimo punto di partenza affinchè si possa far emergere il talento di tutti.

Tutti noi abbiamo dei talenti, delle capacità, delle risorse che giacciono sepolte dentro di noi.  Se ne stanno lì, messe in disparte, perchè non abbiamo tempo per farle emergere, per coltivale e per diffonderle.

Siamo troppo presi dal quotidiano, dal lavoro ( per chi ne ha uno) che assorbe le nostre energie e ci tiene lontani dalle nostre famiglie, troppo presi a far quadrare i conti ogni mese o ad arrivare a fine mese.

Troppo presi a cercare un lavoro che ci permetta di mantenerci, e sempre più spesso i lavori che troviamo sono sotto-pagati..  conosciamo bene queste situazioni  e queste dinamiche ..

Ma, se potessimo avere un reddito di dignità, che ci permettesse di avere più tempo libero, meno preoccupazioni, quanti di noi potrebbero finalmente tirare un respiro di sollievo ed inizierebbero a vivere una nuova Vita.

Avere un reddito di dignità non significa passare i giorni nell’ozio.  Significa che potremmo finalmente dedicare magari  4 ore al lavoro ed il rimanente a noi stessi e ai nostri cari.   Significa che non accetteremo più di rimanere incatenati in un lavoro che non ci piace o non ci gratifica, ma potremmo scegliere di fare qualcosa di utile per noi e la società.

  Nel progetto COEMM e CLEMM si dà Valore alla persona.

Avere un Reddito di Dignità non significa  smettere di lavorare,  significa ricominciare a vivere.  

 

foto da pixabay.com

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