Chi è Caterina Garaboni: RN Moda Etica Made in Italy

Sono nata e cresciuta  in Germania con mamma tedesca e papà italiano che erano gelatai. Ho fatto tutte le scuole in Germania.

Da sempre sono stata almeno due volte all’anno in Italia nelle ferie di scuola e da adolescente ho vissuto l’Italia splendente, creativa ed pulsante degli anni ’70 e ’80. Per me era chiaro: volevo diventare una stilista “famosa” in Italia …..

Vivevo per la moda e già a 12 anni mi facevo tutto il mio guardaroba da me.

Mio padre non era molto d’accordo. Secondo lui dovevo fare qualcosa di “serio” del tipo diventare avvocato o dottore e di andare in Italia per fare scuole di moda non sene parlava.

Purtroppo poi mio padre è mancato molto presto quando avevo 23 anni e la prima cosa che fui, era iscrivermi al’ università di ingegneria industriale specializzazione industria dell’ abbigliamento – modellismo industriale – a Moenchengladbach in Germania.



Quando ho fatto la mia laurea nel 1992 era già iniziata la delocalizzazione  dell’ industria dell’abbigliamento nei paesi del far-east o del est con il costo della mano d’opera basso e non era più facile trovare lavoro come modellista.

Sfogliando gli annunci di lavoro avevo visto che un grande marchio d’abbigliamento Trevigiano, sinonimo della moda ed il lifestyle Italiano di quegli  anni, cercava un’assistente vendite per l’agenzia di Stoccarda. Ho fatto domanda e sono stata presa.

Così è iniziata la mia carriera commerciale di circa venti anni come responsabile estero per grandi aziende italiane nel settore della moda.

Il mio sogno di diventare una famosa stilista è rimasto nel cassetto …. Abbastanza dietro, dimenticato in un angolo buio per poi nel evolversi della mia carriera essere classificato come “da dimenticare perché ormai irrealizzabile”

Nel frattempo nel ‘97mi sono trasferita in Italia (almeno questa parte del sogno l’avevo realizzata!)

7 anni fa, dopo alti e bassi e la maturazione della mia consapevolezza, mi sono finalmente accorta  che non stavo assolutamente facendo quello che era il mio sogno da bambina e, con l’aiuto delle energie che solo un desiderio “vero” possono muovere,  realizzò il mio sogno di aprire il mio piccolo atelier e di disegnare e creare abiti.

In agosto del 2017 tramite una cara amica ho conosciuto il progetto COEMM e ci siamo aggregate ad un CLEMM di Conegliano.

Avevo vissuto in prima persona, tramite il mio lavoro, il continuo declino del “sistema Italia” e delle meravigliose aziende del “Made in Italy” e con la mia piccola impresa artigianale oggi vivo le difficoltà che a tutti sono ben noti.

Il programma del COEMM aveva tante risposte alle mie perplessità sul futuro e ne ero subito entusiasta. Finalmente avevo trovato tante altre persone che erano d’accordo con le mie strane idee, che il sistema finanziario e sociale ha bisogno di un cambiamento drastico.

Perché questo comparto?

Quando è nato discorso del “dedicare il proprio talento” mi sono chiesta CHE COSA SO FARE IO per la società di un nuovo umanesimo?
Io so fare abiti e conosco bene il “sistema MODA” e allora mi sono dedicata alla moda etica ed ecosostenibile. Più studiavo ed indagavo per creare la mia collezione ecosostenibile, più mi rendevo conto di quanto importante è promuovere l’alternativa “sana” all’ industria della “fast fashion” (moda veloce), che oggi rappresenta la seconda più inquinante dopo quella del petrolio.

Ci sono tantissime eccellenze Italiane che lavorano nella filiera della moda etica ed ecosostenibile Italiana e ho deciso che non deve mancare un comparto che si occupa di questo settore nel nostro progetto.



Obbiettivi del comparto:

In questo momento l’industria dell’ abbigliamento e la seconda più inquinante dopo quella del petrolio e la cosa più importante ed immediata da fare, è informare ed aumentare la consapevolezza dei consumatori della differenza di produzione tra “moda ecosostenibile ed etica” e “produzione industriale di massa” (“ fast-fashion”).

La Moda Etica inizia dalle materie prime prodotte in modo eco-sostenibile ( p.es. coltivazioni di cotone senza lo sfruttamento del terreno, ogm e pesticidi)  e si estende alla produzione del’abbigliamento con condizioni e stipendi per i lavoratori dignitosi fino alla vendita, facendo fronte alle pressioni delle multinazionali che non permettono ai piccoli commercianti margini per sopravvivere.

E’ in gioco la salute del pianeta e anche la nostra.

La nostra pelle è l’organo con la più grande superficie del nostro corpo e noi lo copriamo con abbigliamento impregnato di sostanze chimiche che vengono assorbiti con l’ effetto di allergie , tumori e perfino danni sul DNA.

Vogliamo promuovere le piccole-medie imprese Italiane, i nostri creativi, i nostri artigiani e le nostre eccellenze rivitalizzando così il “Made In Italy” della moda.

L’idea sarebbe di creare rete per aumentare le collaborazioni di più professionisti a chilometro utile e fedeli alle nostre origini creative per diventare sempre più indipendente dalla gran distribuzione e dalle multinazionali – dare voce ad una produzione nazionale  che è stata soffocata dal marketing delle multinazionali.

Anche qui dobbiamo cambiare paradigma:  La moda sostenibile ed etica non deve essere un lusso ma una normalità accessibile a tutti i consumatori.

Per contattarci:

Mail: modaetica.naz@gmail.com
Facebook : pagina cfp moda etica Made in Italy
telegramm: profilo Caterina Garaboni
sul sito coemm.org  – https://www.coemm.org/cfp-moda-etica-made-in-italy/

 

Doretta Tiepolo

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La Buona Comunicazione:
è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore)

Info: https://www.coemm.org/
https://www.facebook.com/COEMMeCLEMMOfficialPage/

 

 

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