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Economia Veneto

Moneta Parallela: pro e contro del suo utilizzo

Cominciamo con dire cos’è una moneta parallela.

E’ una moneta emessa da uno stato a credito, quindi senza essere gravata di interessi, che non fa aumentare il debito pubblico, e che ha solo circolazione interna allo stato o al territori di competenza che la emette.

Nel caso dell’Italia, potrebbe essere una statonota, (come ad esempio le 500 Lire di Aldo Moro) ammessa dai trattati europei, purchè lasciata libera la sua accettazione e spendibile solo sul territorio Italiano.

Fintanto che non vengono cambiate le regole di contabilità di calcolo del debito pubblico e non si estrapolino le spese fatte per investimenti per lavori pubblici, risanamento del territorio, manutenzione dei siti archeologici, ecc.ecc, l’Italia non avrà la possibilità di affrontare questi investimenti perchè “mancano i soldi”.

Con una moneta parallela, emessa nell’ordine di un 2/3%  ( 30/50 miliardi di controvalore in euro), l’Italia potrebbe avviare, non solo un vero reddito di cittadinanza, ma una campagna di investimenti che darebbe lavoro, secondo uno studio fatto dal prof. Galloni, a 5/6 milioni di nuovi posti di lavoro.

Questa moneta, per non essere oggetto di speculazione, dovrà avere alcune peculiarità:

  1. Avere un controvalore 1/1 cioè una statonota pari a un Euro.
  2. Non essere convertibile in Euro
  3. Essere accettata dallo Stato per il pagamento di imposte e tasse.
  4. Essere spendibile solo sul territorio nazionale.
  5. Possibilmente non essere tesaurizzata, cioè non essere oggetto di deposito di risparmio.

Con queste caratteristiche, secondo me, questa moneta non sarebbe oggetto di speculazione al ribasso, ma sarebbe un volano per un rilancio dell’economia in tempi rapidi e un grande ritorno economico per le casse dello Stato in tempi medi (moltiplicatore Keynesiano).

Altro aspetto positivo che avrebbe questa moneta, potrebbe essere, dato che la sua circolazione è nazionale, accettata in via volontaria, e tracciata elettronicamente,  un deterrente alla corruzione.

Se lo Stato usasse questa moneta per finanziare opere pubbliche, renderebbe molto difficile, se non impossibile, la corruzione.

La sua impossibilità a essere convertita in Euro, la sua spendibilità nel territorio nazionale, fa sì che sia poco appetibile per chi vuole farsi corrompere.

Potrebbero esserci degli aspetti negativi, all’atto della sua emissione, dovuti ai comportamenti dei mercati.

Mercati che potrebbero vedere in questa operazione, una perdita di potere di condizionamento delle scelte politiche e quindi reagire con operazioni speculative nei confronti dell’Italia. Speculazione che comunque si potrebbe controllare con altre iniziative che affronteremo nei prossimi articoli.

 

Andrea Tosetto RR Economia e Finanza Veneto

cfp.economia@gmail.com

 

 

 

 

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