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Curiosità Veneto

Forno a Microonde : Se puoi evita di usarlo

Forno a microonde..  il mio primo forno a microonde l’ho preso nei primi anni ’90.

Era del tipo combinato, cioè poteva sia usare le microonde che usare un grill per la doratura degli alimenti.

Devo dire che l’ho usato proprio tanto e quando, dopo ca 20 anni l’ho dismesso, un altro ha preso il suo posto.

Da qualche anno però, la mia affezione al “prezioso” elettrodomestico è calata fino a portarmi ad evitare di usarlo.

 

Si ritiene da parte di molti che i forni a microonde siano stati ideati durante la seconda guerra
mondiale in Germania per facilitare la preparazione del cibo nei sottomarini; altri dicono che gli
stessi scienziati svilupparono tale invenzione per facilitare le manovre durante l’invasione
dell’Unione Sovietica. In ogni modo l’invenzione è databile dalla Seconda Guerra Mondiale.
Dopo la guerra, questa tecnologia fu importata negli USA dove fu sviluppa e come risultato il
primo forno a microonde fu messo in commercio nel 1952 dalla Raytheon. Da quel momento in
poi, questa tecnologia è stata adottata in tutto il mondo senza che venissero fatte ricerche sui
possibili effetti dannosi da parte delle autorità di nessun paese.
Solo negli anni ’70 cominciarono a comparire dei rapporti che mettevano in dubbio la sicurezza
dei cibi cotti a microonde. Studi istologici sui broccoli e le carote cotti a microonde rilevarono che
la struttura molecolare dei nutrimenti erano deformati a tal punto da distruggere le pareti cellulari
quando, nella cucina tradizionale, la struttura cellulare rimane intatta (Journal of Food Science,1975; 40 : 1025-9).

 

Le “microonde” sono radiazioni elettromagnetiche con una lunghezza d’onda tra 1 e 1000 Gigahertz (GHz); sono “invisibili” perché le radiazioni luminose (la “luce“) – ovvero le uniche percepibili dall’occhio umano – oscillano a una frequenza di gran lunga superiore (tra i 430 e i 470 Terahertz).

Tutte queste radiazioni elettromagnetiche (quindi, non solo la luce visibile) sono composte da unità fondamentali della fisica nucleare chiamate “fotoni“. Con l’aumentare della frequenza, aumenta la quantità di energia trasmessa dall’onda; sia le microonde che la luce visibile rientrano fra le radiazioni “non ionizzanti” (ovvero incapaci di liberare elettroni dagli atomi che colpiscono).

Le microonde possono essere prodotte artificialmente, ad esempio, attraverso uno strumento chiamato “magnetron“, che, nei forni a microonde domestici, produce onde a una frequenza di 2,45GHz (più o meno le stesse delle reti Wi-Fi). Quando le molecole d’acqua – presenti nei cibi – vengono immerse in un campo di microonde, assorbono molto efficacemente l’energia ricevuta, esprimendola in calore; il forno a microonde sfrutta questo principio per ottimizzare il processo di riscaldamento.

Per ragioni di sicurezza, ma anche per non disperdere l’energia prodotta, i forni a microonde devono essere completamente schermati dall’esterno tramite una struttura metallica che agisce come una “gabbia di Faraday“. Poiché, all’interno del vano di cottura, le onde si diffondono disomogeneamente, per scaldare uniformemente i cibi è spesso presente un piatto girevole, ovvero una piattaforma che si limita a cambiare continuamente la posizione del cibo per esporla meglio alle microonde.

Al di là del magnetron, della schermatura metallica, del piatto girevole e dei circuiti per alimentare il sistema, il forno a microonde contiene poco altro; molti forni oggi sono “combinati”, in grado cioè di scaldare i cibi utilizzando più tecnologie, per esempio il più canonico grill elettrico.  altre info qui

 

I produttori di forni a microonde assicurano che sono sicuri anche se nel libretto istruzioni ci sono molte avvertenze..  e indubbiamente per riscaldare i nostri cibi è molto comodo.

Ci sono però degli studi, fra cui quello dello  scienziato svizzero Hans Ulrich Hertel (recentemente deceduto),che indicano che la cottura a microonde altera il valore nutrizionale dei cibi con effetti tossici visibili nel lungo periodo ed è possibile che porti allo sviluppo di forme cancerose nel corpo umano.

 

Se non vi eravate mai soffermati a riflettere sull’argomento, spero che i miei pensieri abbiano acceso in voi qualche curiosità;  ognuno poi tragga le proprie conclusioni.

 

La Buona Comunicazione: è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore)

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 foto da pixabay.com

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