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Cronaca Veneto

Reddito di cittadinanza: una manovra elettorale pro populisti e nazionalisti

Reddito di cittadinanza: 

Il punto di vista del CFP ECONOMIA E FINANZA 

 

Il M5S e la Lega, appare chiaro, stanno mirando all’Europa. In particolare il movimento mira a saldare le diverse frange populiste europee come i gilet gialli francesi, i Podemos spagnoli ecc., mentre Salvini si è posto al fianco del premier ungherese Orban per costruire un fronte nazionalista europeo (ad oggi sono circa una decina i paesi con governi nazionalisti).

Entrambi, quindi, mirano fondamentalmente a destabilizzare l’Europa politica che a loro dire è la causa unica e fondante della lunga crisi che ha attanagliato il nostro continente.

Se riusciranno nel loro intento andremo incontro allo sfaldamento del sistema Europa, considerando che anche la Germania, locomotiva economica ma anche leader del rigorismo economico, che prossimamente piazzerà un suo uomo alla guida della BCE, ha seri problemi interni sul piano della leadership politica.

A giugno si giocherà il futuro politico dell’Europa e anche dello strano matrimonio giallo –verde.

Così per condurre questa battaglia il Consiglio di Amministrazione della Casaleggio srl ha partorito la seconda più aberrante legge della nostra Repubblica (al primo posto metto il Decreto Sicurezza di Salvini), il Reddito di Cittadinanza.

E’ un grande inganno, già dal nome, una cosa che ricorda la social card di Berlusconi distribuita agli anziani di provata fede azzurra e poi scomparsa dagli orizzonti nazionali.

Non riguarderà tutti i cittadini italiani, quindi non capisco perché reddito di cittadinanza, ma solo una esigua fascia che in cambio di pochi denari deve mettere a disposizione il proprio bene più prezioso, alle amministrazioni pubbliche e agli imprenditori privati, il proprio tempo e la liberta (la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla. Cit.).

E’ un provvedimento strutturale? Assolutamente no! I 6,5 mld stanziati (di cui 1,1 mld destinati alla riforma dei Centri per l’Impiego) avranno una durata limitata nel tempo, 18 mesi ma probabilmente anche meno.

Vorrei ricordare a tale proposito che questo provvedimento è frutto di una lunga trattativa del governo con l’EU. Tra due anni il nostro paese dovrà presentare una manovra che rientri di questo valore che incide di mezzo punto sul rapporto deficit/PIL, in caso contrario scatterà la clausola di salvaguardia che obbligherà l’Italia ad adottare una IVA maggiorata di 4/5 punti rispetto all’attuale.

E qui si vede tutta la scommessa dei casaleggio-verdi, che punta al governo europeo per evitare, tra due anni, la Procedura di Infrazione per eccesso di debito.

Ma andiamo avanti a vedere le incongruità del provvedimento: aiuta le famiglie? Assolutamente no, un singol prende 500€ (più 280€ se in affitto), una famiglia di due adulti e due minorenni 900€ (più l’integrazione di 280 € per l’affitto), con buona pace per chi chiede manovre di incentivazione alla famiglia (e possibilmente ai figli).

Contribuirà a creare nuovi posti di lavoro? Assolutamente no! Il provvedimento non prevede benefici specifici per l’imprenditore che assume. Quindi se prima non assumeva perché il costo del lavoro e soprattutto il cuneo fiscale risultava essere un deterrente all’assunzione, per quale motivo deve farlo adesso? Mistero della fede che i casaleggio-verdi chiedono ai propri elettori. Aggiungiamo che stiamo parlando di lavoro non qualificato, quello per capirsi oggi appannaggio degli extracomunitari e dei comunitari dell’est.

C’è comunque chi sarà contento di questo pastrocchio: sono i comuni che potranno avere manovalanza per i lavori socialmente utili; quindi da oggi avremo controlli delle strisce pedonali davanti alle scuole, guardiani dei giardini, addetti al decoro urbano, ecc. al modico prezzo di 100€ al mese.

Comunque aspettiamo di vedere i decreti attuativi di questo provvedimento che, occorre ricordare, è il primo della storia repubblicana che in appena 24 ore dal suo rilascio da parte del governo è stato votato da Camera e Senato senza che Deputati e Onorevoli abbiano avuto modo di studiare il documento. Prove tecniche di modello democratico basato sulla fede assoluta in chi detiene il potere, di cui per un ventennio l’Italia ne ha già assaporato l’amaro e acido sapore.

Sergio-Maria di Gregorio

RN CFP  Economia e Finanza

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foto da pixaby.com

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